SEF, cosa sono le Swap Execution Facilities

Il sorgere di nuovi acronimi è un fenomeno comune nel mondo della finanza. Di solito si tratta di nuovi prodotti che la creatività degli operatori sforna a getto continuo. Dall’inizio della grande crisi finanziaria del 2008 e dell’ondata di nuova regolamentazione che ne è seguita, gli Stati e le agenzie si sono aggiunti con entusiasmo alla schiera dei creatori di sigle. Vediamone una forse poco nota ancora n Europa: la SEF.

Milano, 27/03/2014 – A cura della Redazione – informazioni@icbpi.it

Stock market concept

SEF sta per Swap Execution Facility e si tratta di piattaforme informaticche per il trading di contratti swap  che forniscono informazioni  sulle offerte in acquisto e in vendita e un meccanismo di esecuzione della transazione tra i partecipanti alle piattaforme stesse.

I contratti di swap, di cui esistono moltissimi tipi e sottotipi, costituiscono un gigantesco settore della finanza a livello mondiale e vengono di solito trattati su mercati Over-the-counter, ossia non regolamentati. Il vertice G20 di Pittsburgh del settembre 2009 ha segnato l’inizio di una fase di regolamentazione più stretta degli swap e dei mercati dei derivati in genere. Negli Stati Uniti la legge Dodd-Frank è lo strumento fondamentale della regolamentazione, anche se la normativa operativa è demandata a due agenzie indipendenti, la celebre SEC, responsabile per gli swap basati su titoli, come gli equity swap e certi tipi di credit-default swap, e la CFTC, Commodity Futures Trading Commission, che supervisiona  un insieme molto più ampio di strumenti derivati, tra cui la maggior parte degli swap. Proprio queste due agenzie hanno fatto nascere le Swap Execution Facility, anche se solo quelle dedicate agli strumenti di competenza CFTC sono effettivamente partite. Le SB (Secutiries Based)-SEF sono in attesa di regolamentazione della SEC dal 2011.

L’idea che sta dietro alle SEF è tipicamente americana. I mercati si autoregolano quando c’è trasparenza, ossia quando tutte le parti che partecipano al mercato hanno accesso a tutte le informazioni. Le SEF prevedono un book di ordini multilaterale e, a discrezione dell’organizzatore della SEF, una funzione di Request For Quotation, in cui un potenziale compratore o venditore può chiedere una quotazione ad almeno due partecipanti  al mercato (dal giugno 2014 il numero minimo salirà a tre).  Non tutti gli swap devono essere obbligatoriamente trattati sulle SEF anche se la platea crescerà nel tempo. Per ora devono essere scambiati su una SEF solo gli swap sottoposti a clearing obbligatorio centralizzato, dal 15 febbraio scorso per esempio alcuni tipi di interest-rate swap. Una volta eseguito, le informazioni relative a un ordine devono essere comunicate ad un repository centrale dove alcuni dati possono essere disseminati con un flusso aperto, mentre altri vengono mantenuti riservati per funzioni di supervisione del mercato.

Le SEF stanno funzionando come strumenti per migliorare la trasparenza dei mercati degli swap ? Forse è troppo presto per dirlo. Per ora sembra, secondo un’analisi recentemente pubblicata dall’International Swaps and Derivatives Association (ISDA), che il mercato dei derivati OTC si stia dividendo in un pool di liquidità americano ed uno non-americano. Non è un effetto delle SEF in sé, ma di una parte della regolamentazione della CFTC che impone che ogni piattaforma elettronica di trading di swap debba registrarsi come SEF se anche solo uno dei partecipanti al mercato è un’entità di nazionalità americana. Molte piattaforme europee sembra quindi abbiano per il momento deciso di tenere separati i due mercati.