Perché gli Amazon Coins sono una moneta virtuale

La nuova valuta di Amazon potrebbe dimostrarsi più interessante dei Bitcoin, grazie alla potenza di fuoco dell’azienda di Seattle.

Disponibili anche per gli utenti italiani da maggio, gli Amazon Coins, le monete virtuali del gigante dell’e-commerce (50 miliardi di dollari di vendite all’anno), rappresentano un ulteriore strumento di transazione di valuta che coinvolge solo marginalmente gli istituti bancari.

La scheda della nuova moneta virtuale recita: 10 milioni di coin emesse dal valore di un centesimo l’una, utilizzabili per acquisti via Kindle Fire ma anche su Android, il cambio in dollari, solo per gli sviluppatori, è istantaneo. Non si tratta certo di una novità, in fondo gli Amazon Coins non sono altro che “punti spesa” acquistabili, una valuta virtuale utile solo per gli acquisti sul portale dell’azienda di Seattle, per ora.

È piuttosto la potenza di fuoco di Amazon che aggiunge valore a uno strumento che, di per sé, non ha niente di innovativo. Gli Amazon Coins sono, prima di tutto, un potente strumento di marketing e un volano per il business collaterale dell’azienda fondata da Jeff Bezos.

Amazon Coins

Gli Amazon Coins si possono usare per acquisti su Amazon.

Nei giorni consecutivi al lancio, per esempio, chiunque scaricasse dall’App-Shop Amazon l’app gratuita del giorno riceveva 5 dollari di Amazon Coins: in questo modo, con uno strumento solo, gli obiettivi raggiunti sono due. Il cliente finale assaggia la potenzialità dello strumento e lo sviluppatore si trova in una ulteriore posizione di sudditanza rispetto al gestore del marketplace.

Ed è proprio lo sviluppatore di app il primo promoter, involontario o meno, dello strumento Amazon Coins. L’App Store di Amazon è l’ultimo marketplace mobile e in un anno ha triplicato il numero di app disponibili raggiungendo quota 240mila. Secondo una ricerca Idc, il 65% degli sviluppatori ha dichiarato che le entrate totali derivanti da app sviluppate per la piattaforma Kindle sono equivalenti o superano quelle derivanti da altre piattaforme.

Interesse alto, dunque, per un ecosistema economico da non sottovalutare che, unico tra tutti i protagonisti, può mettere al centro un modello di e-commerce basato su beni fisici, ogni tipo di bene fisico.

È di poco tempo fa l’incentive di Amazon che offre 15mila Amazon Coins agli sviluppatori disposti a realizzare una app per il nuovo Amazon Fire Phone. La moneta potrà essere messa a disposizione degli acquirenti delle app, creando un circolo vizioso che la fa viaggiare e, nel contempo, consente agli sviluppatori di attirare e trattenere i propri clienti.

La riflessione, infine, è: gli Amazon Coins sono potenzialmente più potenti dei Bitcoins o no? Potrebbero diventarlo. A causa dell’alta affidabilità del brand Amazon, della sua varietà di offerta, della sua base di utenti molto fidelizzata, della possibilità di dichiarare a un solo ente il numero di carta di credito, del suo ecosistema di sviluppatori. E potrebbero essere un modo per calmierare l’incremento di tassazione sulla compravendita di beni fisici online.