Protezione, riservatezza e sicurezza.

I dieci consigli dell’ABI per l’home banking sicuro
Protezione, riservatezza e sicurezza. Le banche italiane rispondono efficacemente alle richieste dei clienti di poter accedere ai servizi bancari online, sia tramite Pc sia in
mobilità, in modo facile, veloce e, soprattutto, sicuro.

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Si è concluso ieri a Milano XPay Hackathon e-volution commerce – il primo hackathon di CartaSi dedicato allo sviluppo di progetti innovativi di e-commerce.

INTELLIGENZA ARTIFICIALE, INTEGRAZIONE LOGISTICA PER I PICCOLI ESERCENTI, CONTROLLO A DISTANZA DELLE SPESE:

QUESTE ALCUNE DELLE IDEE PREMIATE NELL’HACKATHON DI CARTASI,

24 ORE DI SVILUPPO PER L’INNOVAZIONE DELL’ECOMMERCE.

 

Milano, 19 giugno 2017 – Si è concluso ieri a Milano XPay Hackathon e-volution commerce – il primo hackathon di CartaSi dedicato allo sviluppo di progetti innovativi di e-commerce.

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DICONO DI NOI

Affari & Finanza, 29/05/2017. Bertoluzzo e la sfida di CartaSi “Vinceremo la guerra al contante”
Intervista all’ amministratore delegato del gruppo icbpi: “la quotazione in borsa ci sarà ma più avanti. i fondi nostri azionisti hanno già investito in italia 5 miliardi, a settembre vareremo il nuovo piano industriale”
Milano L’ investimento più grande che in qusti anni i private equity esteri hanno fatto in Italia è quello sul leader tricolore dei sistemi di pagamento. Advent, Bain Capital e Clessidra hanno puntato una fiches da 5 miliardi su Icbpi – CartaSi, perché l’ Italia quanto a sistemi di pagamento alternativi al contante è uno dei Paesi più arretrati, tanto che figura in fondo a una lista europea schiacciata tra l’ Ungheria e la Bulgaria. Solo il cittadino russo utilizza più contanti dell’ italiano medio, un primato al contrario dato che siamo la seconda peggiore economia in Europa quanto a rapporto tra banconote e Pil (l’ 11,2% contro una media europea del 9,7%) e la 25esima al mondo dietro perfino al Gambia, il Tajikistan e il Congo. «Ma lei lo sa che il costo orario per contare 40 monetine da un centesimo é 50 centesimi? esordisce Paolo Bertoluzzo – ex numero uno di Vodafone Italia prima e neo amministratore delegato di Icbpi e CartaSi- quando me l’ hanno detto sono rimasto basito». Non c’ è da stupirsi quindi se nella manovra si punta a eliminare gli spiccioli da uno e due cent. A differenza di quello che si pensa, la grande diffusione del contante costa al contribuente italiano più dei servizi di una carta di credito aurea: secondo una ricerca di Ambrosetti il costo complessivo del contante in Italia ammonta a 10 miliardi l’ anno (lo 0,53% del Pil contro una media Ue dello 0,46%). Allineandoci alla media degli altri grandi Paesi (lo 0,46%) si riuscirebbe a risparmiare 1,5 miliardi l’ anno. Di questi, secondo Banca d’ Italia, 8 miliardi vengono impegnati solo per la gestione, che vuol dire 133 euro pro capite contro gli 11 euro delle carte di credito. «L’ innovazione tecnologica renderà più facili, veloci e sicure le transazioni – precisa Bertoluzzo – già oggi grazie ai Pos contactless (ovvero quelli che per le piccole transazioni non richiedono nemmeno la firma dello scontrino, ndr ) sta accelerando l’ utilizzo delle nuove carte di credito». L’ Italia ha imposto per legge a tutti gli esercenti di avere un Pos. Progressivamente verranno sostituiti i vecchi apparecchi, più lenti e farraginosi. «Quante volte vai a pagare con la carta e l’ attesa è estremamente lunga- ricorda Bertoluzzo – e questo perchè da noi moltissimi Pos sono ancora collegati alle vecchie linee telefoniche». Come spesso avviene nel nostro Paese, che per sua natura pare essere refrattario alla tecnologia, quando una nuova invenzione diventa di moda, poi però la crescita è pervasiva. Così i pagamenti digitali, dove la penetrazione è al 17%, contro il 75% del Nord Europa, il 60% dell’ Inghilterra, il 45% della Francia e il 34% della media Ue, ma che stando alle statistiche vanno accelerando anno su anno. E proprio puntando sull’ innovazione tecnologica il gruppo Icbpi che ancora realizza quasi due terzi del suo fatturato da CartaSi, sta cercando di diversificare l’ offerta di servizi per crescere più velocemente. «Il fintech è un industria di servizi e tecnologia – spiega Bertoluzzo- e come tutte le aziende che offrono un servizio, gli investimenti e l’ innovazione sono imprescindibili per crescere. Questo per noi resta un tema centrale della strategia per supportare le nostre banche partner». Intanto nel 2016 gli investimenti sono cresciuti del 34%, e nonostante la crisi che di certo non agevola le transazioni e gli acquisti, Icbpi ha registrato un fatturato in crescita dell’ 1,1% a 688,5 milioni (ma +4,4% i ricavi da servizi), un margine lordo in aumento del 13,2% a 227,3 milioni, profitti in accelerazione a 104 milioni (+14,9%) e pari al 15% del fatturato. «Quest’ anno saremo concentrati anche nell’ integrare le acquisizioni avviate nel 2016 – ricorda Bertoluzzo – e in particolare quella di Bassilichi, ma anche delle attività di accettazione dei pagamenti messe in vendita da Mps e Deutsche Bank». Acquisizioni per le quali, insieme ai fondi che hanno rilevato Setefi da Banca Intesa, sono stati investiti circa 2 miliardi e che entreranno a pieno regime e faranno ripercuotere i loro effetti positivi sui conti a partire dal 2017. Ma Icbpi non esclude neppure la possibilità di continuare a crescere per linee esterne. «Stiamo investendo molto – precisa Bertoluzzo – ma rimaniamo aperti a valutare altre acquisizioni di valore in linea con quanto già fatto finora ». Bertoluzzo, dopo aver completato la sua squadra assumendo top manager con diverse professionalità nel settore bancario e delle tecnologie, come il cfo Bernardo Migrone (ex cfo di Uncredit e Mps), il capo della tecnologia Giuseppe Dallona (con una simile esperienza in Poste), il capo degli affari societari Saverio Tridico (ex Vodafone), sta lavorando sugli obiettivi fissati nel piano industriale e, anche se in questo non ci sono riferimenti, si prepara allo sbarco in Borsa. «La quotazione è un obiettivo di medio e lungo termine – ricorda Bertoluzzo – ma sinceramente non abbiamo nessuna fretta di anticipare il processo, abbiamo ancora molto da fare per lavorare allo sviluppo dell’ azienda e del mercato insieme alle nostre banche partner». Nel nuovo piano industriale, invece, è certamente previsto il rebranding del gruppo e dei servizi per completare la trasformazione da ex Istituto dei pagamenti delle banche popolari a gruppo del fintech. «Abbiamo già diverse idee per innovare anche il nome – conclude Bertoluzzo – ma per ora non posso anticipare di più». 

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FONDO DI GARANZIA per PMI

Il Fondo di Garanzia per le PMI, costituito con la Legge n. 662/96, è uno strumento di mitigazione del rischio di credito, operativo presso il Ministero dello Sviluppo Economico, a sostegno delle PMI.

Il Fondo sostiene lo sviluppo delle micro, piccole e medie imprese italiane, riconoscendo una garanzia pubblica a fronte di finanziamenti concessi dalle Banche e altri Intermediari Finanziari.

L’impresa che si rivolge al Fondo di Garanzia non ha un contributo in denaro, ma la concreta possibilità di ottenere finanziamenti, senza garanzie aggiuntive sugli importi garantiti dal Fondo.

La garanzia dello Stato sulla copertura prestata dal fondo permette ai soggetti finanziatori di abbattere l’accantonamento di capitale a patrimonio di vigilanza consentendo, a parità di ogni altra condizione, di praticare condizioni di miglior favore alle imprese finanziate.

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ICBPI – Carta Si risultati e investimenti in crescita nel 2016

I Ricavi Operativi raggiungono a € 688,5 milioni, +1,1% rispetto al 2015

Ricavi da servizi e commissioni +4,4%

L’EBITDA è pari a € 227,3 milioni e segna un +13,2% rispetto al 2015

L’Utile netto si attesta a € 104.0 milioni, in crescita del 14,9%

Investimenti in crescita del 34,2% rispetto all’anno precedente

Milano, 29 maggio 2017 – L’Assemblea dei Soci dell’Istituto Centrale delle Banche Popolari Italiane S.p.A. (ICBPI), ha approvato il Bilancio del Gruppo al 31 dicembre 2016: in evidenza la crescita dei ricavi, dei margini e degli investimenti.

Nel corso dell’ultimo esercizio, in un contesto di forte cambiamento determinato dall’arrivo del nuovo management e il rinnovo aziendale conseguente all’acquisizione da parte dei nuovi azionisti, Advent International, Bain Capital e Clessidra, il Gruppo ICBPI – CartaSi ha proseguito il proprio percorso di crescita accelerando sugli investimenti. Il Bilancio 2016, grazie a un forte impegno nell’innovazione, nell’aggiornamento dell’offerta di servizi e prodotti, ha fatto registrare un miglioramento dei principali indicatori patrimoniali, economici e finanziari.

Nel dettaglio i Ricavi Operativi sono saliti a € 688,5 milioni, in presenza di Commissioni e ricavi da servizi che si attestano a € 648,0 milioni (in crescita di € 27,4 milioni sul 2015, +4,4%) con un Margine di interesse a € 36,3 milioni (in calo di € 18,8 milioni rispetto all’anno precedente, -34,1%).

L’EBITDA è risultato pari a € 227,3 milioni, segnando un +13,2% rispetto al 2015, per effetto dei positivi risultati di Business, nonostante la prevista diminuzione del Margine d’interesse e l’accresciuto livello della spesa e degli investimenti per attività di sviluppo. Nell’ottica di accelerare sull’innovazione e sulla qualità, le spese e gli investimenti per progetti di ICT sono aumentati del 34,2% rispetto a quelli realizzati nell’anno precedente.

L’Utile netto d’esercizio è di € 104,0 milioni, in crescita del 14,9% rispetto al 2015.

I risultati rafforzano l’obiettivo di ICBPI – CartaSi di diventare il Campione nazionale dei pagamenti digitali in partnership con le Banche, con la scala necessaria per investire in tecnologie e in competenze best in class previsti dal nuovo piano industriale, approvato lo scorso febbraio.

Sempre in quest’ottica, nel corso del 2016 il Gruppo ICBPI – CartaSi e i suoi azionisti hanno avviato diverse operazioni, del valore di quasi due miliardi, per l’acquisizione di aziende e attività specializzate nel mondo della monetica e dei pagamenti: Bassilichi Spa, le attività di merchant acquiring di Monte dei Paschi di Siena Spa e di Deutsche Bank Spa, ISP Processing (Setefi – Isp cards) da Intesa Sanpaolo S.p.a, quest’ultima operazione fatta direttamente dagli azionisti.

Secondo quanto previsto nel piano industriale nei prossimi anni verrà investito più di un miliardo di euro per lo sviluppo di tecnologie innovative, di nuove competenze e della partnership con le Banche.

Investimento che sommato ai circa 2 miliardi di euro impiegati dai nuovi azionisti per l’acquisizione del Gruppo e gli ulteriori 2 miliardi utilizzati per le successive operazioni di scala, portano l’investimento complessivo a circa 5 miliardi di euro, il più grande mai realizzato da fondi di private equity in Italia e tra i primi in Europa.

In particolare il gruppo Icbpi ha registrato i seguenti risultati di business:

 

MONETICA

Le performance di business del 2016 hanno portato a una gestione complessiva di circa 27,0 milioni di carte (credito, debito e ricaricabili). Il numero di POS gestiti (fisici e virtuali) è stato pari a circa 544.000, mentre gli ATM gestiti sono stati quasi 9.300. Il numero di transazioni è stato pari a circa 2,7 miliardi, in crescita del 7,7% sul 2015. Lo speso complessivo dei titolari si è attestato a circa 100,0 miliardi di euro (+ 4,4% sul 2015), mentre i volumi di negoziato (dagli esercenti e di prelievi ATM) si sono attestati a circa 120 miliardi di euro, in crescita del 3,2% rispetto al 2015. Nel 2016 è proseguito il percorso di digitalizzazione e innovazione, in particolare sul mobile e sui proximity payments: la app MySi, che conta circa 1.5 milioni di download e oltre 100 mila utenti attivi sulle funzionalità di pagamento. MySi Pay, il servizio di mobile payments MFC tramite tecnologia HCE, è stato reso operativo e disponibile su oltre 50 banche partner. E’ stato rilasciato il prodotto di Debito Internazionale in licenza.

 

PAYMENT SERVICES

In uno scenario paneuropeo competitivo e cooperativo, che si muove per effetto delle evoluzioni normative definite dalla PSD2 e verso la realizzazione di nuove infrastrutture per la gestione di pagamenti retail in modalità “instant”, i Payment Services ICBPI hanno registrato un aumento complessivo dei ricavi operativi pari al +3,5% rispetto al 2015. Il numero di transazioni è incrementato del 27,2% rispetto all’anno precedente e le postazioni di e-banking gestite nell’anno sono aumentate del 5,3% rispetto al 2015, passando da circa 248.000 ad oltre 261.000. In linea con le previsioni di Sistema sono stati completati gli sviluppi per includere nel proprio Centro Applicativo il processo per la gestione in forma elettronica degli assegni (Check Image Truncation – CIT). Mentre sono proseguiti gli investimenti sulla piattaforma di instant payments che verrà lanciata nel corso dell’anno.

 

SECURITIES SERVICES

In ambito Securities Service le attività di Banca Depositaria crescono con oltre € 59 miliardi gestiti (+4,8%). Quelle di Global Custody hanno registrato una contrazione, attestandosi a € 123 miliardi di asset in custodia (- 3,3%), come anche le attività di Negoziazione, con circa € 39 miliardi di transato (-17.8%). Durante l’anno l’attività si è principalmente focalizzata sul rafforzamento della base clienti e l’ampliamento della gamma di offerta alla clientela attraverso il fine tuning e il completamento di nuove funzionalità. E’ stato implementato il servizio di fund accounting e transfer agent per i FIA,

l’attività di listing delle obbligazioni branded dei clienti sui Mercati Regolamentati e sugli MTF e sono state ripensate le logiche di pricing sottostanti la gestione della liquidità in deposito, in un mercato caratterizzato da margini di interesse ridotti a causa della caduta dei tassi di interesse.

 

BUSINESS PROCESS OUTSOURCING SERVICES

OASI ha registrato un EBITDA pari a € 8,7 milioni, rispetto a € 7,9 milioni del precedente esercizio. I ricavi operativi sono pari a € 28,0 milioni, inferiori del 4% rispetto all’anno precedente a seguito della chiusura delle businees unit di ICT Security. Nel corso del 2016 sono proseguiti gli investimenti per sviluppare la nuova piattaforma GIANOS® 3D; è stato sviluppato un nuovo modulo per la selezione di operazioni anomale di ausilio alla prevenzione di fenomeni di finanziamento del terrorismo e avviato l’adeguamento delle soluzioni in previsione del recepimento della IV° direttiva UE. In ambito segnalazioni di vigilanza, si evidenzia lo sviluppo del nuovo servizio Data Point Model EBA dedicato alle banche high significant.