Intervista a Marco Bicocchi Pichi, Mr. Startup

Dopo decenni in cui le nuove aziende innovative, le startup, hanno fatto parte integrante del panorama economico prima USA e poi di molti altri Paesi avanzati, negli ultimi anni sono state “scoperte” a livello mediatico e politico anche  da noi. More italico, è stato subito loro attribuito il ruolo di panacea di tutti i mali economici, dalla disoccupazione giovanile alla bassa crescita della produttività e del PIL. Abbiamo chiesto una ricognizione a Marco Bicocchi Pichi, uno dei massimi esperti italiani del settore in quanto presidente dell’associazione dell’ecosistema Italia Startup che  promuove in prima persona del lancio di aziende innovative.

Foto Marco Bicocchi PichiSposato, tre figli, laureato in Economia e Commercio a Torino, Master in Business Administration presso la Nyenrode University in Olanda. Nella prima parte della sua vita professionale è stato dirigente in multinazionali nel settore informatica ed Internet e della consulenza strategica tra cui EDS Electronic Data Systems, Ernst & Young, Etnoteam, Booz Allen Hamilton, A.T. Kearney.

Da alcuni anni è imprenditore e business angel ed ha partecipato alla fondazione ed al finanziamento di diverse startup tecnologiche assumendone ruoli di consigliere e presidente del consiglio di amministrazione. Presidente di Italia Startup, associazione dell’ecosistema delle imprese innovative, nel 2014 è stato nominato Business Angel dell’anno dall’associazione IBAN Italian Business Angel Network. Amministratore Delegato e socio co-fondatore di Symbid Italia SpA società di finanza alternativa (portale equity crowdfunding) JV tra Symbid Corp. e Banca Sella Holding.

 

Le startup Italiane sono in crescita di numero e di qualità. Non solo le speranze sono giustificate ma si stanno trasformando in realtà concrete. Finalmente riparte l’Italia che dopo essersi persa per strada la prima fase della rivoluzione digitale a causa di una confusione riguardo ad Internet tra “bolla speculativa finanziaria” e “tecnologia abilitante” è tornata ad investire (ancora troppo poco) ed a creare nuove imprese ed innovazione.

Il settore Fintech è assolutamente vivace ed attivo in Italia.

Tra le start-up italiane che operano in questo settore ci sono Satispay, applicazione che consente di scambiare denaro con altri utenti e pagare dallo smartphone; MoneyFarm per la scelta e la gestione degli investimenti; Jusp che ha sviluppato un sistema per trasformare lo smartphone in un Pos (Point of sales), GreenAddress per la gestione del portafoglio Bitcoin, The Rock Trading fondata da italiani ma con sede a Malta, che consente di comprare e vendere valute, comprese quelle elettroniche, e azioni. Ma non possiamo dimenticare Smartika e Prestiamoci pioniere del P2P Lending e Borsa del Credito, le molte piattaforme di Equity Crowdfunding autorizzate da Consob tra cui la stessa Symbid Italia di cui sono amministratore delegato, le iniziative nel mondo del working capital come WorkInvoice e l’innovazione di Epic SIM nel mondo degli investitori istituzionali.

No, come scritto sopra sono numerosi i comparti del Fintech in cui agiscono iniziative Italiane anche se ve ne sono di premiate e finanziate note nell’ambito dei pagamenti.

StartupEcosystemDalla sua esperienza, come si costruisce un team vincente di talenti e competenze in una start-up?

Le fasi di formazione di un team sono da distinguere tra la formazione del nucleo originario dei fondatori e primi contributori e quella della crescita dopo avere ricevuto i primi finanziamenti e quindi della selezione ed attrazione di talenti. La approfondita conoscenza delle caratteristiche personali, il rispetto professionale e la complementarietà di competenze ed approccio sono fondamentali per formare un buon team di fondatori: il “colpo di fulmine” può avere successo ma più spesso è l’esperienza di lavoro e studio di anni che fa sì che ci si scelga bene. Per fare buon hiring oggi si possono anche utilizzare per la selezione i servizi di startup innovative come Hive Jobs (https://hivejobs.com/ ) e Face4Job (http://it.face4job.com/) o più consolidati come Monster ; è un’attività fondamentale in qualunque azienda ma è cruciale in una startup. A mio parere è importante iniziare da subito l’internazionalizzazione del team e puntare ad assunzioni che aumentino la cultura interna con diversità di nazioni, genere e competenze.

Si, anche le startup hanno difficoltà a trovare talenti nel mondo dei developers e degli esperti informatici, Del resto con una forte carenza di competenze sul mercato le startup italiane, di solito sotto finanziatem non possono certo competere con le grandi imprese sullo stipendio, ed ancora le prospettive offerte da stock-option sono poco comprese (perché diventino attrattive serve che ci siano più exit).

Startup_Financing_CycleQual è il singolo ostacolo più rilevante che si trovano di fronte le start-up dopo la fase di avvio?

La startup è una organizzazione temporanea che è alla ricerca della validazione di un business model. Una volta avviata la macchina “brucia cassa” e quindi la sfida è “guadagnarsi il diritto di vivere” ossia essere rifinanziati. L’ostacolo maggiore è dimostrare che si è su di una traiettoria promettente ed all’investitore vale la pena di rischiare e finanziare quel team imprenditoriale.

 

Tutti. Se non sono consapevoli non sono imprenditori di startup. La relazione tra socio industriale e startup è sempre complicata. Dipende da chi è il socio e con quale strategia si muove. Il cosiddetto acqui-hire ovvero l’assunzione attraverso acquisizione è una pratica che se operata prematuramente può essere anche negativa sia per la grande realtà che per lo startupper. In ogni caso l’imprenditore deve porsi delle domande chiare rispetto alla propria vocazione imprenditoriale ed alle concrete possibilità di seguire un percorso di crescita attraverso finanziamenti per essere acquisito (molto più difficilmente quotarsi) in una fase più avanzata e con maggiori ritorni.

Non ho una statistica sul comparto ma ho evidenza che le fonti di finanziamento siano diverse rispetto alla media e, quindi, vi sia un sovrappeso degli istituzionali nel comparto Fintech rispetto agli altri settori dove è prevalente il finanziamento delle 3F (Family, Friends and Fools) e quindi degli angel investor. Ogni caso fa però storia sé.

Merita un trattato la risposta a questa domanda ma, in breve, deve rendere più attrattivo rischiare ed investire nelle imprese innovative attraverso misure di beneficio fiscale. L’Italia riparte se i privati con al grande massa di risparmio e ricchezza finanziaria finanziano le imprese ed investono. Viviamo in un mondo globalizzato e la società liquida di Baumann si caratterizza per avere persone ed imprese “apolidi” che si spostano dove sono le migliori opportunità. All’interno della UE stessa avviene arbitraggio fiscale. La politica deve agire in modo strategico e non ideologico e ragionare sul fatto che con la tassa sul capital gain rimane il soggetto con il “retained interest” più grande, quindi favorire l’investimento per la crescita delle startup è un investimento con un ottimo ritorno per la società.

.