Gamification: imparare la finanza personale giocando

L’utilizzo della struttura tipica dei giochi per trasmettere concetti e modi operativi complessi accompagna da sempre la storia del genere umano e non solo. Anche molti animali apprendono giocando. L’unione di questo tratto atavico con le tecniche dei giochi di ruolo e da tavolo aggiornate con le tecnologie ICT ha portato al fenomeno della “gamification”, ormai diffuso in diversi settori. Esaminiamo alcune tendenze nell’ambito della finanza personale.

Gamification - Next Exit Road

Terreni, servizi di trasporti, acquisti, imprese di pubblica utilità, vendite, tasse, case, alberghi, debiti e ipoteche. La vita reale? No Monopoli, ebbene sì, questo gioco da tavola è stato il primo caso di gamification della gestione del patrimonio personale.

Jesse Schell, un famoso game designer americano, è il primo ad usare nel 2010 la parola “gamification”. Questo termine indica tutti quei giochi basati sulla realtà che insegnano ed educano a un comportamento. Il presupposto? Molti apprendimenti virtuosi sono vantaggiosi solo a medio lungo termine e richiedono una rinuncia a gratificazioni nel breve. Così la gamification introduce un premio immediato a fronte dell’impegno di chi gioca ad assumere comportamenti virtuosi o a mettere attenzione nell’apprendere nozioni che sono gratificanti solo nel medio-lungo periodo.

Le applicazioni di questo gioco della realtà variano dalla salute e benessere allo sport, e la Wii che è nelle nostre case ne è un esempio, dall’e-commerce, all’educazione, dall’addestramento, alla fidelizzazione delle strategie di marketing, dal social learning, alla formazione aziendale e al team building.

Importanti società multinazionali come Adobe, Cisco e HP utilizzano piattaforme di gioco per fidelizzare i clienti, una di queste è Bunchball, inventata da Rajat Pharia, che ha ricevuto il 21 maggio di quest’anno il riconoscimento dall’ufficio brevetti americano.

Un settore dove la gamification sta facendo passi da gigante è la personal finance. Un argomento visto, da diverse persone, come ostico e lontano, difficile da capire e quindi tenuto a debita distanza, anche perché implica spesso dovere cambiare le proprie abitudini.. Quali premesse migliori quindi per i game designer di progettare applicazioni che facilitino l’avvicinarsi a questo mondo?

Gli utenti di questi giochi, oggi per la gran parte virtuali, a volte seminano grano, altre volte costruiscono un negozio, altre ancora gestiscono il portafoglio titoli. In tutti i casi, apparentemente diversi, investono, sbagliano, perdono, capiscono, si correggono, imparano e hanno la possibilità di vincere. Ed è grazie all’aspetto ludico che sono motivati a riprovare, a migliorare i comportamenti e a imparare. I giocatori vengono così pian piano introdotti nel mondo della finanza e della gestione del proprio patrimonio.

Payoff.com ad esempio aiuta le persone a raggiungere gli obiettivi che loro stessi si prefiggono di risparmio e risoluzione di debiti. Se e quando gli obiettivi vengono raggiunti gli utenti partecipano ad un estrazione settimanale di premi dove possono vincere soldi reali. Una strada per cambiare in senso più razionale il proprio comportamento finanziario– dice Scott Saunders, CEO della piattaforma.

Altro caso significativo è “BBVA game”, una piattaforma di 40.000 utenti registrati dove i clienti del colosso bancario spagnolo eseguono le loro operazioni di routine accumulando punti che si possono scambiare per ottenere biglietti per spettacoli, film e musica in streaming. L’obiettivo? Una strategia di marketing: cambiare il modo di comunicare con i clienti rendendo il dialogo più intimo e diretto incoraggiandoli ad entrare in confidenza con i prodotti bancari stessi.

La gamification della personal finance ha quindi due aspetti rilevanti che danno vita a un circolo virtuoso. Da una parte il fruitore impara divertendosi, dall’altro la banca instaura con il suo cliente un rapporto diretto e fidelizzato.