Biometria: pronto il riconoscimento delle vene oculari

Mentre il riconoscimento biometrico registra un’escalation di interesse da parte del grande pubblico grazie all’introduzione dello sblocco di smartphone e tablet attraverso l’impronta digitale, una nuova biometria più accurata si fa largo, non solo in ambito militare ma anche nel settore del banking.

Nell’immediato futuro, anche in Italia, si diffonderanno nuovi sistemi di autenticazione, per le transazioni finanziare digitali ma anche e soprattutto per l’accesso a sportelli e agenzie bancarie, tra questi il riconoscimento biometrico attraverso l’analisi delle vene oculari.

Studiato già da diversi anni, il sistema è giunto alla fase di delivery grazie ad alcuni integratori che proporranno presto ai gruppi bancari una soluzione completa di algoritmo, software di elaborazione, fotocamera e chip di elaborazione integrabile in lettori e varchi preesistenti.

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Il riconoscimento delle vene oculari attualmente risulta essere il più affidabile tra quelli conosciuti poiché il reticolo delle vene presenti nell’occhio umano è unico, anche nel caso di gemelli, invariabile nel tempo, anche in presenza delle patologie più diffuse come il diabete, non replicabile e poco invasivo.

Al contrario di tutti gli altri sistemi di riconoscimento biometrico, che per un motivo o per l’altro falliscono nella validazione di uno dei parametri illustrati, l’autenticazione attraverso le vene oculari passa a pieni voti i check di validazione. L’unico limite, attualmente, è il prezzo elevato del dispositivo impiegato e qualche dubbio legato all’invasività dell’analisi. Limiti, questi, comunque superabili nel caso di progetti ad alto valore come quelli in ambito bancario.

Se, dunque, prima di assistere a una diffusione in ambito consumer del sistema dovremo attendere ancora, sappiamo che in ambienti in cui è richiesto un alto livello di sicurezza degli accessi, nel corso del prossimo anno prenderanno il via le prime sperimentazioni in ambito bancario.

A oggi, si eseguono analisi biometriche sull’impronta digitale, sulla mano, sulla faccia, sull’iride dell’occhio, sulla voce dell’esaminando. Tutte queste tecniche presentano qualche criticità. Anche il riconoscimento delle vene oculari, come ogni processo basato su un algoritmo, non può definirsi inviolabile ma, quantomeno, altamente sicuro.

Come altri sistemi biometrici, il riconoscimento delle vene oculari si basa sull’acquisizione di un’immagine della parte interessata e sulla elaborazione della stessa per la validazione di una serie di punti notevoli con un’immagine in un database privato.

In particolare, si esegue l’analisi di biforcazioni e “incroci” del reticolo delle vene oculari dell’individuo, e se ne confronta la corrispondenza nel database relativo.

La sfida attuale è di mettere a punto un algoritmo di analisi che sia il più preciso possibile ma che, soprattutto, generi una quantità di informazioni necessario e sufficiente, ovvero che non metta in crisi il chip di elaborazione. Come detto, le soluzioni già presenti sul mercato sono sufficientemente affidabili per avviare una sperimentazione nel settore bancario che, attualmente, risulta essere tra i più interessati.