Analisi: il mobile banking decolla?

Leggera crescita per i pagamenti virtuali e per i servizi informativi via Sms ma non al passo dei valori del mobile commerce.

Secondo i dati dell’Osservatorio eCommerce B2c Netcomm-Politecnico di Milano il valore complessivo del mobile commerce, effettuato da smartphone e tablet, alla fine del 2014 toccherà i 2,5 miliardi di euro, il 19% del totale dell’e-commerce italiano.

Ma se, invece, consideriamo i trend di crescita del mobile banking, i valori non sembrano così ottimistici. Secondo una recente ricerca realizzata da Rocket Fuel, specializzata nella realizzazione di piattaforme per il media buying, le percentuali relative al trasferimento di denaro via mobile e ai servizi di pagamento virtuali restano basse (rispettivamente 15% e 7% rispetto al totale delle transazioni).

L’analisi ha considerato le preferenze di utilizzo delle carte di credito e l’utilizzo dei servizi finanziari da parte degli inserzionisti a panel Rocket Fuel.

In particolare, solo poco più della metà dei consumatori (59%) ha usato una app mobile per l’online banking e per i servizi finanziari ma soprattutto per controllare il saldo del conto e pagare le bollette.

Mobile Banking

Le transazioni su smartphone non decollano in Italia.

Sembra, sempre secondo le conclusioni di Rocket Fuel, che il vincolo principale all’utilizzo dei servizi bancari in mobilità sia legato all’ancora troppo bassa adozione della carta di credito come servizio di pagamento e alla mancanza, a detta dei consumatori, di informazioni specifiche su rischi e opportunità.

Notizie migliori arrivano dall’utilizzo degli Sms censito dall’Operatore Telefonico Alternativo Ubiquity che gestisce i servizi di messaggistica di molte grandi aziende italiane.

Secondo il rapporto, nel primo trimestre del 2014 il mercato dei servizi Mobile Finance in Italia ha registrato una crescita pari al 20% di volumi in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Il trend positivo nell’utilizzo degli SMS legati ai servizi bancari riguarda in particolare le notifiche di transazioni su carte di plastica (carte di credito, di debito e prepagate) e movimenti di conti correnti, ma anche ai servizi informativi che facilitano la comunicazione tra la banca e il cliente finale.

In particolare, nei primi tre mesi del 2014, il volume di SMS inviati dal campione di banche italiane monitorato, sia gratuiti che a pagamento per il consumatore (i cosiddetti servizi di messaggistica premium “etici”), è stato pari a 113,9 milioni di SMS rispetto a 95,3 milioni di SMS inviati nello stesso periodo del 2013 (+20%).

Il canale informativo, dunque, sembra essere l’unico in cui si esalta il mezzo mobile, anche e soprattutto a causa della necessità di tutelarsi dalle frodi bancarie.

Sempre in ambito mobile, da segnalare un importante trend, testimoniato da app specifiche come quella realizzata da Auriga. La app è stata disegnata per creare un ulteriore canale di comunicazione cliente-banca sfruttando la diffusione dei programmi di instant messaging, in questo caso WhatsApp.

Prevedibile che questo canale, come le piattaforme per il social networking, diventi un ulteriore valvola di sfogo per il Crm bancario.

Poche speranze, infine, per quanto riguarda l’utilizzo delle piattaforme mobile per vere e proprie transazioni finanziarie e l’acquisto e la gestione di prodotti bancari. Uno spiraglio è dato dalla rapida crescita dei tablet e dei pc ibridi (tablet con tastiera) che, grazie alla maggiore ampiezza dello schermo e alla presenza di eventuale tastiera, rassicurano il cliente in queste delicate operazioni.