All’evento del Gruppo ICBPI arriva il nuovo Rinascimento (globale & digitale)

Perché, “l’innovazione è il dovere dei migliori”.

Parola d’ordine ottimismo. Problemi che diventano opportunità, meno vittimismo, più orgoglio per i protagonisti di una rinascita assolutamente possibile. È questo uno dei  principali messaggi che rimane alla fine dell’evento organizzato dal Gruppo ICBPI.


Già nell’intervento di apertura, Giuseppe Capponcelli, amministratore delegato ICBPI sottolinea a proposito di Sepa che: “abbiamo impegnato molte delle nostre risorse ed energie sulla migrazione che consentirà l’armonizzazione del sistema dei pagamenti a livello Europeo e domestico e un conseguente aumento della competizione a vantaggio del sistema economico. E poi c’è T2S (Target2 Securities), in cui ICBPI vuole ricoprire un ruolo attivo per il mercato finanziario Italiano, attraverso una partecipazione diretta al sistema.

I propositi sono dunque quelli di cogliere tutte le opportunità. Le evoluzioni normative e dei bisogni del cliente, i nuovi competitor nel mercato digitale sono sfide ma anche occasioni da cogliere. E ICBPI, in tale contesto, vuole continuare ad essere partner qualificato di Banche e Istituti di Credito.

E se si parla di sfide, di innovazione, di pensiero positivo, di visione, l’ospite d’eccezione è quello giusto. Oscar Farinetti, fondatore di Eataly, si sveglia ogni giorno con il pensiero di innovare e ogni mese controlla la sua lista delle sette mosse per l’Italia, le modifica, le affina ma, soprattutto, le considera un mantra di vita. “L’innovazione è insita nell’essere umano. Non si può prescindere dall’innovazione – prosegue Farinetti – anche a costo di cadere per poi rialzarsi. Anzi, per poi riprovare a volare. Perché innovare è il dovere dei migliori”.

Dopo gli ultimi, claudicanti, anni, ora l’Italia ha la possibilità di imparare a volare. E gli strumenti, la tecnica di volo, sono lì, a portata di mano. Parafrasando il suo grande amico Tonino Guerra, Farinetti ricorda che basta voltarsi indietro per scegliere la direzione giusta per andare avanti a testa alta. Dopo secoli in cui ha insegnato l’innovazione al mondo, nelle arti, nel design, nella cucina, dopo il Rinascimento e il Risorgimento, ci sarà una nuova era per l’Italia.

La Bce, rappresentata all’evento ICBPI da Pierre Petit, Deputy Director General of Directorate General Payments e Market Infrastructure della Banca Centrale Europea, ragiona su tre keywords fondamentali: innovazione, integrazione e governance e ribadisce il suo ruolo di garante di regole e sicurezza. “Dobbiamo puntare a eliminare i confini anche in ambito bancario – afferma Petit – lavorare per una valuta unica, per regole condivise e per un network forte e proficuo che coinvolga tutti i protagonisti: esercenti o intermediari, banche e istituzioni”.

Gli fa eco Emerico Antonio Zautzik, direttore centrale Area Banca Centrale Mercati e Sistemi di Pagamento della Banca d’Italia, puntando l’accento del suo intervento sul ruolo determinante di un supervisore che aiuti a eliminare la diversa percezione del rischio di investimento da Paese a Paese (la reputazione).

Antonio Patuelli, Presidente dell’ABI, sottolinea con dati precisi quanto il sistema bancario stia supportando lo sviluppo delle imprese e ricorda l’efficienza e le serietà con cui le banche e l’industria bancaria stanno affrontando i progetti di costruzione europea, riuscendo così ad “arrivare” al tempo giusto e come gli altri paesi dell’Unione. L’ecosistema bancario, secondo Patuelli, è andato avanti, si è adeguato e continuerà ad adeguarsi al cambiamento.

Stefano Parisi, presidente di Confindustria Digitale, snocciola i dati dell’alfabetizzazione informatica del nostro paese. “Non bisogna dimenticare che il 40% di tutte le imprese, anche le micro, non ha ancora alcuna connessione a Internet e così è il 47% delle famiglie italiane”. Di lavoro da fare ce n’è ancora tanto. Soprattutto a proposito di digitalizzazione della pubblica amministrazione. L’identità digitale, l’anagrafe unica, la fatturazione elettronica, il fascicolo sanitario elettronico sono tutte priorità imprescindibili. Il vincolo principale è l’incompatibilità di archivi e piattaforme e le banche, in qualità di big spender in tecnologia, possono svolgere un ruolo di guida nella rivoluzione (digitale).

Chiude la prima parte delle sessioni della mattinata Javier Santamaria, chairman dell’European Payments Council, illustrando i benefici del progetto di unificazione dei pagamenti a livello europeo. Anche per il manager le parole d’ordine sono collaborazione tra le banche europee, snellimento delle procedure burocratiche e delle normative, cultura e comunicazione. In un termine unico: eliminare realmente i confini europei.

Dopo la pausa si riprende con una tavola rotonda che, con la moderazione del vice direttore generale di ICBPI, Domenico Santececca, vede protagonisti Andrea Cardamone, amministratore delegato e direttore generale di Widiba del Gruppo MPS, Laura Cioli, amministratore delegato di CartaSi, Antonio Conte, project manager DG Imprese e Industria Unità E4 Key Enabling Technologies ed economia digitale presso la Commissione Europea, Marco Di Capua, direttore vicario dell’Agenzia delle Entrate, Maria Pia Giovannini, direttore responsabile area regole, standard e guide tecniche dell’Agenzia per l’Italia Digitale, Michael Steinb, Ceo di Equens. Gli argomenti su cui ci si focalizza maggiormente sono la digitalizzazione della PA, la riduzione dell’uso del contante. I buoni propositi ci sono, gli strumenti anche, le procedure pure, forse siamo a un punto di svolta.

Infine, la vision sull’innovazione del Gruppo ICBPI è stata sintetizzata da Salvatore Borgese, Direttore Commerciale ICBPI. Per Borgese creare valore per la “community” di riferimento, nel nuovo, articolato e globale contesto competitivo – che vede anche l’ingresso di nuovi players non bancari – necessita di passare da un modello di outsourcing a quello di sharing services. ICBPI si posiziona, quindi, come hub di valore per l’innovazione e per il recupero di efficienza.

A conclusione dei lavori, il Presidente Giovanni De Censi ha quindi rimarcato come la mission dell’Istituto resti quella di rappresentare il partner di fiducia del sistema bancario, operatore di mercato, leader nei pagamenti, monetica e securities services. Nel ricordare inoltre che il 2014 è l’anno in cui ICBPI celebra i 75 anni dalla fondazione, il Presidente ha evidenziato come l’innovazione sia stata sempre presente nella storia dell’Istituto e come oggi il Gruppo sia organizzato, per supportare al meglio i propri clienti nella gestione della complessità e delle sfide che l’innovazione costante richiede.