CartaSì all'Icbpi, ok dell'Antitrust
Gruppo ICBPI: L'Autorità Antitrust ha dato il suo via libera all'acquisto di CartaSì da parte dell'Istituto centrale delle banche popolari italiane (Icbpi). Lo ha comunicato ieri l'Authority, spiegando che ha deliberato «di autorizzare l'operazione».
FONTE: “Il Sole 24 Ore”, del 28/03/2009
L'Antitrust,però, ha posto anche otto condizioni, accettando e rendendo vincolanti gli impieghi stessi presi dall'Icbpi: l'istituto dovrà «predisporre un'offerta chiara e trasparente sulle attività di processing operativo e informatico», dovrà «applicare ai propri clienti (cioè le banche, ndr) condizioni di servizio ed economiche chiare e trasparenti », dovrà «far sì che l'offerta per la gestione dei Pos non includa alcun obbligo d'acquisto dell'intero pacchetto di servizi» e così via. L'operazione, insomma, si farà. Ma nel rispetto di alcuni paletti.
L'operazione, che era stata annunciata mesi fa, prevede che l'Istituto centrale delle banche popolari rilevi la maggioranza di CartaSì. A vendere è un gruppo di istituti di credito composto da Intesa Sanpaolo (che possiede circa il 42%), Monte dei Paschi (socia al 24,4%) e UniCredit (che ha in portafoglio il 9%). L'operazione era subordinata all'acquisto da parte di Icbpi di una partecipazione superiore al 50%: e, alla data del 26 gennaio, le adesioni all'offerta hannoportato nelle mani dell'Istituto centrale circa l' 80% del capitale di CartaSì. Morale: le condizioni per realizzare l'acquisizione si sono verificate. E ieri è arrivato anche il via libera dell'Antitrust. L'operazione,però,aveva alcuni rilievi per la concorrenza. Da un lato le grandi banche offrono ormai ai clienti carte di credito create internamente: è per questo che hanno deciso di vendere la partecipazione in Cartasì. Le piccole banche, invece, ancora non lo fanno. Qui nasce dunque il problema: CartaSì (dell'Icbpi) resta l'unico gruppo che vende a soggetti terzi il servizio. Ebbene: qui iniziano le problematiche Antitrust.
Per questo l'Autorità ha imposto trasparenza nei prezzi e soprattutto la possibilità di "spacchettare" i vari servizi. Le banche piccole, insomma, potranno decidere di comprare il pacchetto interamente da CartaSì oppure potranno acquistarne solo alcune parti. «Le misure imposte scrive quindi l'Autorità - sono tese a evitare che l'operazione determini una posizione dominante nelle attività di emissione delle carte di credito, di convenzionamento degli esercenti e nelle attività di natura informatica relative alle carte di pagamento internazionali in circolazione sul mercato nazionale ». E poi: «L'operazione, senza i necessari correttivi, avrebbe sensibilmente ridotto la possibilità di scelta delle banche medio-piccole e aumentato il potere di mercato della società post-acquisizione: nei mercati dell'emissione delle carte e del convenzionamento degli esercenti, il nuovo operatore, dotato di quote estremamente elevate in un contesto concorrenziale frammentato, rappresenta l'unica impresa erogatrice di servizi per terzi».
Aggiornato il: 02 Marzo 2010